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July 01 ...December 22 _December 14 __Consigli per gli acquisti__Stronzate. Un saggio filosofico
(On Bullshit - H. Frankfurt)
E' il titolo di un saggio del filosofo Harry Frankfurt, pubblicato originariamente nel 1986 e ripubblicato sotto forma di pamphlet nel 2005.
Nel saggio, Frankfurt delinea una teoria della nozione di "stronzata", definendone il concetto ed analizzando le applicazioni in vari contesti. La motivazione dello studio è chiara dall'incipit del saggio:
« Uno dei tratti salienti della nostra cultura è la quantità di stronzate in circolazione. Tutti lo sanno. Ciascuno di noi dà il proprio contributo. Tendiamo però a dare per scontata questa situazione. Gran parte delle persone confidano nella propria capacità di riconoscere le stronzate ed evitare di farsi fregare. Così il fenomeno non ha attirato molto interesse, né ha suscitato indagini approfondite. Di conseguenza, non abbiamo una chiara consapevolezza di cosa sono le stronzate, del perché ce ne siano così tante in giro »
Alcune frasi tratte dal libro:
"La stronzata è un nemico della verità più grande della menzogna "
" Mai dire una bugia quando puoi cavartela a forza di stronzate "
" E se questo è vero, la sincerità è in sè una stronzata "
October 13 ..
La Ballata Del Mondo Spazzatura
"...questa è la ballata del mondo spazzatura,
di sogni troppo brevi, comprati e poi buttati,
di sentimenti vari, d'amore e d'avventura,
di ore già scordate, di giorni già passati...
con giornali vecchi se ne vanno le parole
che solenni e gravi raccontavano la Storia,
o forse solo storie, colpi di pistole, che attraversano il cervello
e non resta la memoria.
lettere d'amore, fogli accartocciati,
ricordo di una vita, o solo di una sera,
amori ormai finiti, amori sterminati,
amori grandi come la grande pattumiera.
un mare di usa e getta, hi-tech a non finire,
alta tecnologia e bassa umanità,
giocattoli per grandi che non facciano capire
che i giochi sono fatti e niente ormai più va.
abiti firmati che andavano di moda due o tre ore fa,
e in questo mondo nudo è giusto forse che almeno il sarto se la goda,
vestendo col suo niente il mio niente, e io m'illudo.
mi illudo che qualcosa non sia da buttare,
che qualcosa resti, magari solo il grido di follia e di libertà,
di speranza di cambiare di un uccello che riesce a volar via dal nido.
…mah, certo resteranno ancora continenti di rifiuti dopo che saremo morti,
per testimoniare che tutto va in malora,
che eravamo da buttare e non ce ne siamo accorti.
ma da questa ballata del mondo spazzatura
conservo se non altro quel grido via dal nido,
ali ancora incerte sotto un cielo di paura:
"non so se c'è un futuro, ma volando io lo sfido"
July 20 .La musica La musica fa innamorare; la musica fa ricordare; fa piangere; fa pensare; fa ridere; fa amare, ma sa anche far odiare.
La musica parla; rilassa; carica; la musica fa ballare e saltare; rende felici o tristi le persone; le unisce o le divide, le persone.
La musica è creazione, libertà; armonia; melodia; amore….
«La musica fa tutto questo?!?»… «Si ragazzo» «Beh..ma anche i soldi fanno innamorare ormai!» «ma non amare…» «Si, ma anche i soldi rendono felici o tristi molte persone – qualcuno lo fanno anche piangere – e i soldi possono anche fare tanto altro: i soldi non sapranno fare amare, ma sanno come fare odiare, i soldi fanno combattere, e fanno uccidere anche. E i soldi uniscono e dividono le persone esattamente come la musica – alle volte le comprano anche, le persone».
«Si ragazzo. E’ vero, i soldi possono fare tanto; i soldi possono comprare tante cose; ma c’è una cosa che i soldi non possono comprare…LA MUSICA: ogni singola nota, un’accordo, una vibrazione o percussione, e ciascuna delle infinite combinazioni di esse…un DO un MI e un SOL, o perché non un RE#, un LA7 e un SIb? E perché non tutti insieme?...in 3/4 o 6/8 o 4/4? I soldi potranno anche comprare un buono strumento, ma LA MUSICA…..quella esce dalla mente, dall’anima, dal cuore… I soldi possono comprare tutto sì, ma se davvero una cosa non la possono comprare…è LA MUSICA…». July 17 «↕..MeZze mIsuRe..↨»..iL fAtTo é ChE cHI pArLa pEnsA trOpPo...meNtRe chI aGisCe pEnsA tRoPpo pOcO...mA alLoRa dOv'é iL tRucCo?...dOvE sTa iL pUntO a mEtA' tRa l'UnO e l'AltrO?..June 14 ..l'uomo e la morte.
...L’Uomo e La MorTe…
L’uomo è l’unico essere vivente consapevole di morire. Pur sapendo che ha i giorni contati e che tutto finirà quando meno se l’aspetta, l’uomo fa della vita una lotta degna di u essere eterno. Si dà il caso che, fragile creatura, l’uomo tenta sempre di nascondere a se stesso la grande certezza della Morte. Non si accorge che è proprio la Morte che lo spinge a compiere le cose migliori della vita. Ha paura del passo nel buio, il grande terrore dell’ignoto, e la sua unica maniera di vincere questo timore è dimenticare che i suoi giorni sono contati. Non capisce che, pur con la consapevolezza della Morte, possiede la forza per osare molto di più, per spingersi molto più lontano nelle conquiste quotidiane, visto che la Morte è inevitabile.
..la legge....La “Legge”.. Peccato che Allah, Geova, Dio – quale che sia il suo nome – non fosse vissuto nel mondo di oggi. Perché in tal caso, noi ci troveremmo ancora in Paradiso, mentre Lui dovrebbe rispondere a ricorsi, appelli, rogatorie, prediche, mandati, preliminari, cercando di spiegare in numerose udienze la propria decisione di scacciare Adamo ed Eva dall’Eden, solo perché avevano trasgredito a una legge arbitraria, priva di “fondamento giuridico”: ‘Non mangiare il frutto del bene e del male’. Ma se Lui voleva che ciò non accadesse, perché aveva piazzato quell’albero proprio al centro del Giardino, e non fuori dalle mura del Paradiso? Un qualsiasi avvocato chiamato a difendere la prima coppia, avrebbe sicuramente accusato Dio di “omissione d’atti d’ufficio”: non solo aveva messo l’albero nel posto sbagliato, ma non si era nemmeno premurato di collocare tutt’intorno avvisi e barriere; non aveva adottato le più elementari misure di sicurezza, esponendo chiunque passasse al pericolo. L’avvocato avrebbe potuto anche accusarlo di “istigazione a delinquere”: aveva attirato l’attenzione di Adamo ed Eva sul punto esatto in cui si trovava l’albero. Se non avesse detto niente, intere generazioni sarebbero passate su questa Terra senza che nessuno si interessasse al frutto proibito, visto che doveva trovarsi in un bosco, fitto di alberi tutti perfettamente identici, e quindi privi di qualsiasi valore specifico. Ma Dio non agì in questo modo. Al contrario, scrisse la legge e trovò il modo di convincere qualcuno a trasgredirla, per poter inventare il castigo. Sapeva che Adamo ed Eva avrebbero finito per annoiarsi di quella perfezione e che, prima o poi, avrebbero messo alla prova la sua pazienza. Rimase ad aspettare. Forse anche lui, il Dio onnipotente, era annoiato che le cose funzionassero in modo perfetto: se Eva non avesse mangiato la mela, che cosa sarebbe accaduto di interessante in questi miliardi di anni? Niente. Dio aveva bisogno di un esempio, cosicchè nessun altro essere, terrestre o celeste, avesse l’ardire di andare contro e sue decisioni. Dio scacciò la coppia. Anche per i loro figli – come accade ancora oggi ai figli dei criminali – pagarono per quel delitto. Fu così che venne inventato il sistema giudiziario: legge, trasgressione della legge ( logica e assurda, non ha importanza), processo (dove il più furbo sopraffa l’ingenuo) e castigo.
Poiché l’intera umanità era stata condannata con sentenza inappellabile, gli esseri umani decisero di creare dei meccanismi di difesa, nell’eventualità che Dio volesse nuovamente dimostrare il suo potere arbitrario. Ma, nel corso dei millenni di studi, gli uomini inventarono così tanti sistemi che finirono per esagerare: la giustizia divenne un groviglio di clausole, giurisprudenze, testi contraddittori che nessuno riusciva a comprendere appieno. Tanto che, quando Dio aveva deciso di cambiare idea e di mandare il Figlio a cambiare il mondo, che cos’era successo? Era caduto nelle maglie della giustizia che egli stesso aveva inventato. Quel groviglio di leggi aveva determinato una tale confusione che il Figlio concluse la vita inchiodato ad una croce… l'origine della follia
L’origine della follia.. Un potente stregone, con l’intenzione di distruggere un regno, versò una pozione magica nel pozzo dove bevevano tutti i sudditi. Chiunque avesse toccato quell’acqua, sarebbe diventato matto. Il mattino seguente, l’intera popolazione andò al pozzo per bere. Tutti impazzirono, tranne il re, che possedeva un pozzo privato per sé e per la famiglia, al quale lo stregone non era riuscito ad arrivare. Preoccupato, il sovrano tentò di esercitare la propria autorità sulla popolazione, promulgando una serie di leggi per la sicurezza e la salute pubblica. I poliziotti e gli ispettori, che avevano bevuto l’acqua avvelenata, trovarono assurde le decisioni reali e decisero di non rispettarle. Quando gli abitanti del regno appresero il testo dei decreti, si convinsero che fosse il sovrano ad essere impazzito, ordinando cose prive di senso. Urlando, si recarono al castello, chiedendo l’abdicazione. Disperato, il re si dichiarò pronto a lasciare il trono, ma la regina glielo impedì, suggerendogli: “andiamo alla fonte, e beviamo quell’acqua, saremo uguali a loro”. E così fecero: il re e la regina bevvero l’acqua della follia e presero immediatamente a dire cose prive di senso. I sudditi si pentirono: adesso che il re dimostrava “tanta saggezza”, perché non consentirgli di continuare a governare? La calma regnò nuovamente nel paese, anche se i suoi abitanti si comportavano in maniera del tutto diversa dai propri vicini. E così il re potè governare fino alla fine dei suoi giorni…
La follia è l’incapacità di comunicare le tue idee. È come se tu fossi in un paese straniero: vedi tutto, comprendi tutto quello che succede intorno a te, ma sei incapace di spiegarti e di essere aiutato, perché non capisci la lingua… ...e della.."normalità"..
..e della..”NoRmALiTà”.. Avete mai immaginato un mondo in cui non fossimo costretti a ripetere per tuti i giorni della nostra vita la stessa cosa? Se decidessimo, ad esempio, di mangiare solo nel momento in cui abbiamo fame, come si organizzerebbero le casalinghe e i ristoranti?! Sarebbe molto più…“normale”…no?! Eppure sarebbe anche una gran confusione. E così abbiamo la colazione, il pranzo e la cena. Dobbiamo svegliarci a una certa ora tutti i giorni e riposare per un giorno alla settimana. C’è il Natale per fare i regali e la Pasqua per le scampagnate. E se i nostri genitori, “solo” perché in preda ad un improvviso slancio di passione, decidessero di fare l’amore in salotto, anziché nel “posto per fare l’amore”: il letto…che esempio darebbero?! “Che cos’è la realtà?” Ciò che la maggioranza ha ritenuto che dovrebbe essere. Non necessariamente la situazione migliore, né la più logica, ma quella che si è adattata al desiderio collettivo. NON IMPORTA CHI E’ NEL GIUSTO:IMPORTA CHI HA RAGIONE… March 03 ..Il BuOn CoMbAtTiMeNtO...…Il Buon combattimento…
“…l’uomo non può mai smettere di sognare. Il sogno è il nutrimento dell’anima, come il cibo è quello del corpo. Molte volte, nel corso dell’esistenza, vediamo che i nostri sogni svaniscono e che i nostri desideri vengono frustrati, tuttavia è necessario continuare a sognare, altrimenti la nostra anima muore… …il Buon Combattimento è quello che viene intrapreso perché il nostro cuore lo chiede. Nelle epoche eroiche, al tempo dei cavalieri erranti, era qualcosa di facile: c’erano molte terre da conquistare e molte cose da fare. Oggi, però, il mondo è profondamente cambiato, e il Buon Combattimento ha abbandonato i campi di battaglia per trasferirsi all’interno di noi stessi. …il Buon Combattimento è quello che viene intrapreso in nome dei nostri sogni. Quando essi esplodono in noi con tutto il loro vigore – in gioventù – abbiamo molto coraggio, ma non sappiamo ancora batterci. Dopo tanti sforzi, finalmente impariamo a lottare, e a quel punto non abbiamo più lo steso coraggio per combattere. A causa di ciò, ci rivoltiamo e combattiamo contro noi stessi, diventando il nostro peggior nemico. Diciamo che i nostri sogni erano infantili, difficili da realizzare, o frutto di una nostra ignoranza riguardo alle realtà della vita. Uccidiamo i nostri sogni perché abbiamo paura di combattere il Buon Combattimento… ..il primo sintomo del fatto che stiamo uccidendo i nostri sogni è la mancanza di tempo…le persone più occupate che ho conosciuto nella mia vita erano sempre stanche: non si rendevano conto del poco lavoro che dovevano portare a termine, e si lamentavano continuamente che il giorno era troppo corto. In realtà, avevano paura di combattere il Buon Combattimento… …il secondo sintomo della morte dei nostri sogni sono le nostre certezze…Poiché non vogliamo considerare l’esistenza come una grande avventura da vivere, cominciamo a giudicarci saggi, giusti e corretti in quel poco che chiediamo ad essa. Guardiamo al di là delle mura del nostro ‘giorno per giorno’ e percepiamo il rumore delle lance che si spezzano, l’odore del sudore e della polvere, le grandi cadute e gli sguardi assetati di conquista dei guerrieri. Sfortunatamente non avvertiamo mai la gioia, l’immensa gioia che c’è nel cuore di chi sta lottando: a questi uomini non importano né la vittoria né la sconfitta, ma solo combattere il Buon Combattimento… ..infine il terzo sintomo della morte dei nostri sogni è la pace. La vita comincia ad essere un pomeriggio domenicale: non ci chiede grandi cose, né esige più di quanto noi vogliamo dare. Pensiamo allora di essere maturi: accantoniamo le fantasie dell’infanzia, e arriviamo alla nostra realizzazione personale e professionale. Ci sorprendiamo quando qualcuno della nostra età dice che vuole ancora questo o quello dalla vita. Ma in realtà, nel più profondo del nostro cuore, sappiamo che abbiamo semplicemente rinunciato a lottare per i nostri sogni, a combattere il Buon Combattimento…” February 25 ...DiMeNsIoNi......FoRsE Ci Si DoVrEbBe ChIeDeRe CoSa Ci FaNnO GLI ALTRI QuI e NoN nOi...Il VeRo PrObLeMa E' cHe Il MoNdO nOn E' sUfFiCiEnTeMeNtE a MiSuRa D'uOmO....tRoPpO gRaNdE o TrOpPo PiCcOlO...mAi PeRfEtTaMeNtE iN sInToNiA cOn L'uOmO...l'UoMo CoMuNe PeRò Se Ne FrEgA...e L'uOmO sEnSiBiLe Se Ne Fa Un DrAmMa....
(*.*.*AnOnImA.*.*.)
...BiSoGnI......non sapranno mai, queste bellezze da vignette, questi prodotti avariati, nati da un secolo cialtrone, questi piedi da stivaletti, queste dita da nacchere, soddisfare un cuore come il mio....
...Ad UnA pAsSaNtE..Dattorno a me urlava la strada assordante. Alta, sottile, in lutto stretto, maestosa nel suo dolore, una donna passò, sollevando con la mano superba il festone e l'orlo della gonna;
era così agile e nobile, con la sua gamba statuaria... Io bevevo, teso come un folle, nel suo occhio, cielo livido in cui nasce l'uragano, la dolcezza che incanta e il piacere che uccide.
Un lampo... poi la notte! - O fugace bellezza, il cui sguardo m'ha ridato improvvisamente la vita, non ti rivedrò che nell'eternità?
Altrove, ben lungi da qui, tardi, troppo tardi, forse mai! Io non so dove fuggi, tu ignori dove io vada. O te che avrei amato, o te che lo sapevi!... (C. Baudleaire) AbElE & CaInORazza d'Abele, dormi bevi e mangia: Dio ti sorride con compiacenza.
Razza di Caino, striscia nel fango e muori miseramente...
Razza d'Abele, il tuo sacrificio solletica le narici del Serafino!
Razza di Caino, avrà mai fine il tuo supplizio?
Razza d'Abele, contempla la floridezza dei tuoi seminati e del tuo bestiame.
Razza di Caino, i tuoi visceri urlano la loro fame come un vecchio cane.
Razza d'Abele, scaldati il ventre al focolare patriarcale.
Razza di Caino, rabbrividisci di freddo nel tuo antro come un povero sciacallo!
Razza d'Abele, ama e riproduciti. Persino il tuo oro prolifica.
Razza di Caino, cuore ardente, guardati dai tuoi grandi appetiti.
Razza d'Abele, tu cresci, tu pascoli, come il tarlo nel legno.
Razza di Caino, trascina per le strade la tua famiglia misera.
Razza d'Abele, la tua carogna ingrasserà la terra fumigante.
Razza di Caino, la tua opera non è compiuta.
Razza d'Abele, ecco la tua vergogna: la spada è vinta dalla spada.
Razza di Caino, sali al cielo, getta Dio sulla terra.
(C.Baudleaire...)
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